Meeting People and Greetings in Italian

Some Italian Key Phrases: Greetings from BBC
Listen to them here:

This is part of the transcript from:

BBC – TALK ITALIAN – Programme 1

In this programme

– we visit the dazzling Puccini opera festival

– we explore marble quarries made famous by Michaelangelo

– and we get to know students in the university city of Bologna.

Elisabetta: Ciao!

Ernesto: Buongiorno!

Nunzio: Come sta?

Elisabetta: Bene, grazie. E lei?

Ciao – hello.

Buongiorno – good day.

Greetings are important to Italians. They oil the wheels of everyday social contact – and make life a little richer.

There are no rules about kissing. People do what feels right at the time.

Ciao is the most relaxed greeting and fine at any time of day. The more formal ‘buongiorno’ is for mornings and early afternoon.

From late afternoon until late into the night, we say ‘buona sera’.

Buona sera

Good afternoon or good evening

All Italian greetings work just as well for ‘goodbye’ – and of course

there’s Arrivederci


The city of Bologna has the oldest university in Europe. There’s a lively student community – and it’s easy to make friends.


Come stai? How are you?

Come va? How are things?

Ciao Mattia!

Martina, come va?

Tutto bene, tu?



Ciao, cara.

Come stai?

Sto bene, grazie. E tu?

Bene, grazie.  Ci vediamo presto!


When we want to be more formal with our greetings, we say. . .

Come sta? How are you?

Mi scusi il ritardo

Fa niente.  Come sta, Giovanni?

Benissimo, e lei?

Tutto bene. Grazie.

Allora, andiamo?


Signor Alberti, buongiorno.

Signora…. Buongiorno.

Come sta?

Molto bene, grazie. E lei?

Bene, grazie.

Sta andando in ufficio?



If we’re talking to more than one person we say

Come state?  How are you?

Buongiorno signore

Buongiorno, come state?

Bene, grazie. E lei?

Molto bene, grazie.


Buona giornata.


Nunzio: Come state?

Elisabetta: Sto bene, grazie.

Ernesto: Benissimo. E lei?

Nunzio: Non c’è male.

Come state? How are you?

Sto bene, grazie. I’m fine thanks.

Benissimo. E lei? I’m very well, and you?

Non c’è male. Not bad.

Italians call this city Red Bologna – Bologna La Rossa – not just for the colour of its buildings.


Bologna has long been the spiritual home of the left, a political tradition which underpinned the Resistance to Fascism by the partisans in World War 2.

The memorial on the wall of the town hall is a moving testimony to those who died.

Join the regulars at a nearby cafe and you may be lucky enough to meet a survivor.

Mi chiamo Armando Vignoli, partigiano, Pessi.

Comandante di battaglione

Mi chiamo . . . My name is…


Mi chiamo Mazzoni Elena.

 Mi chiamo Marco Gonella.

 Mi chiamo Gabriele Bertucci.

 Mi chiamo Alessandro Iori.

 Mi chiamo Alessia, e lei?

Elisabetta: Io sono la signora Marchetti.

Ernesto: Io sono Ernesto, e tu come ti chiami?

Nunzio: Mi chiamo Nunzio.

Lei, come si chiama?

Io sono la signora Marchetti.

Come ti chiami?

Mi chiamo Mario.

Lei, come si chiama?

What’s your name?

Io sono la signora Marchetti.

I’m Mrs Marchetti.

Less formally we ask…

Come ti chiami? What’s your name?

Mi chiamo Mario. My name’s Mario.


Io sono Mattia.

Sono Catia.

Io mi chiamo Florinda.

Io sono Julie.

Mi chiamo Simona.

Io mi chiamo Mirco.

Rising above the holiday resorts of northern Tuscany are the Alpi Apuane, which have provided the region’s lifeblood for over two thousand years.


Since the days when Michaelangelo scoured these peaks for his precious marble, quarrying has become big business.

Technology has vastly speeded up the processes but nothing has changed the weather – scorching heat in summer, freezing in winter. Quarrymen are a special breed.

 Cava Castellina Arni.jpg

Getting the marble down the mountain has always been a daunting business. Oxen, canals, tractors and trains …they’ve tried everything. Now it comes down by road.

Marble workshop.

The towns on the coast, like Pietra Santa, are where much of the stone carving is done.  Artisans work from models or drawings given to them by sculptors and architects.

Their creations travel far – to cathedrals, airports and stately homes all over the world.

Back at Bologna University, revising for summer exams is also a chance to socialise.

Piacere – pleased to meet you

Ciao, bella.


Ciao.  Sono Federico.  Come ti chiami?

Sono Cristina. Piacere.

Piacere mio.  

Oh, ciao!

Maria, questa é la mia amica Valentina.


Valentina, questa é Maria.

Ciao, piacere.


Maddalena!  Ciao.

Ciao, Elena.

Come stai?

Bene. Ti presento un mio amico. Lui é Marco.  Maddalena.



Ci vediamo stasera

Allora ci vediamo.


Ernesto: Come ti chiami?

Nunzio: Io mi chiamo Nunzio e questa è la mia amica Elisabetta.

Elisabetta: Piacere.

Ernesto: Piacere.

Questo è Marco.


Questa è Valentina.


Ti presento il mio amico Franco.


Questo è Marco.

This is Marco.

Questa è Valentina.

This is Valentina.

Ti presento il mio amico Franco.

This is my friend Franco

In business situations, Italians can be quite formal and often use their professional titles.


Buongiorno, avvocato.

Buongiorno, professore. Professor Barolini, le presento la signora De Ventura.


E questo è l’ingegnere Verdoni.




Prendiamo qualcosa da bere?


To talk about nationality, we also use Sono . . .


Sono italiano – for a man

Sono italiana – for a woman

1 Sono italiana.

2 Sono argentino.

3 Non sono italiana, sono inglese.

4 Non sono inglese, sono scozzese.

5 Sono metà italiana e metà francese.

6 Sono tedesca, di Amburgo.

Nunzio: Di dov’è?

Ernesto: Sono inglese, sono di Londra.

Nunzio: Di dov’è?

Elisabetta: Sono italiana. Sono di Roma.

Di dov’è?

Sono finlandese.

Sono svedese.

Sono norvegese, di Oslo.

Di dove sei?

Di dov’è?

Where are you from?

Sono finlandese.

I’m Finnish.

Sono svedese.

I’m Swedish.

Sono norvegese, di Oslo.

I’m Norwegian, from Oslo.

Less formally we can ask:

Di dove sei?

1 Sono di Roma.

2 Sono di Napoli.

3 Sono di Parma.

4 Sono di Bologna.

5 Sono veronese.

6 Io sono di Milano.

7 Io sono della Puglia.

Italians are proud of their roots and local traditions – and summer festivals are where they’re most likely to be celebrated.

In Gallicano in Tuscany it’s an honour to be one of the team performing il Gioco della Bandiera the flag game.


Communities in Italy are changing – and this festival has made a special effort to attract foreigners who’ve settled locally.

Abito a Gallicano però sono di origine ceca.


Sono di origine somala ma vivo da quattordici anni qui a Gallicano.


 La festa dove si riuniscono tutti gli abitanti che sono [da] di  queste parti [qui], da vari paesi è una bella festa perchè aiuta a far amicizia fra tutti i popoli

As you get to meet Italians, one of the topics that’s certain to come up is what you do for a living.


Faccio il barista.

I’m a barman.


1 – Faccio il barista.

2 – Io faccio… lavoro il marmo, faccio scultura.

3 – Io sono dentista.

4 – Io sono agente turistica. Lavoro in un’agenzia di viaggi.

5 – Io faccio il corridore professionista.

6 – Io faccio l’insegnante di aerobica. Sono ballerina.

Nunzio: Che lavoro fa?

Ernesto: Lavoro il marmo. Faccio scultura. E lei?

Nunzio: Sono insegnante.

Elisabetta: Io sono agente turistica.

Che lavoro fa?

Sono insegnante.

Che lavoro fai?

Faccio il macchinista.


Che lavoro fa?

What do you do for a living?

Sono insegnante.

I’m a teacher.

Less formally we say:

Che lavoro fai?

Faccio il macchinista.

I’m a machine operator.

The lakeside at Torre del Lago in Tuscany is where the composer Puccini spent the latter part of his life.


Every summer il Festival Puccini performs his most famous operas – this year Tosca, Madame Butterfly and La Boheme.


As festival deadlines draw near, the backstage workers and mechanics start putting the sets in place.

Che lavoro fa?

Faccio il macchinista qui al Teatro di Torre del Lago 

The children rehearsing for their part in La Boheme are all from local schools.

Singing, it seems, is the only thing an opera director doesn’t do!


Io faccio il regista, lo scenografo, il costumista, e il lighting designer. Quasi tutto, ma non canto.


Faccio [la]  regista della nuova produzione di Madama Butterfly. Sono l’unica regista straniera che ha mai lavorato in quarantasei edizioni del festival Pucciniano. E mi chiamo Vivian Hewitt –  sono di Belfast.

The fabulous setting which so inspired Puccini offers a unique atmosphere for enjoying Opera

L’atmosfera è una via di mezzo tra il magico della musica, che trascina tutti, e la leggerezza delle vacanze. Perchè qui si sta bene e la gente viene volentieri a fare il bagno, a Torre del Lago, poco lontano da qui, a due minuti da qui del lago – e in più però ha la possibilità di ascoltare la musica di Puccini in questo luogo veramente stupendo. Quindi è una via di mezzo tra il culturale, l’intellettuale e il godereccio.”

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in: Logo

You are commenting using your account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s